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Più informazione, più consapevolezza: una conversazione senza filtri con Sigfrido Ranucci

Sigfrido Ranucci: «Buonasera. Siete davvero certi che il flacone di detersivo appena gettato nella raccolta differenziata si trasformerà in una panchina al parco o in un caldo pile per l’inverno? Ci hanno ripetuto che separare i rifiuti basta per proteggere l’ambiente. Ma è davvero così?

E se invece gran parte di quella plastica venisse semplicemente bruciata o finisse dimenticata in depositi anonimi dall’altra parte del mondo? Dietro le rassicuranti etichette verdi si muove un’industria miliardaria che sfrutta la nostra fiducia. Abbiamo seguito il percorso dei rifiuti che pensavate riciclati, arrivando in luoghi dove le telecamere non sono benvenute.

Io sono Sigfrido Ranucci e questo è Report».

Intervistatore: Sigfrido, questa sera affrontiamo il tema della sostenibilità. Oggi quasi ogni prodotto sugli scaffali si presenta come “green”, “ecologico” o “realizzato con materiali riciclati”. Possiamo davvero credere a ciò che è scritto sulle confezioni?

Sigfrido Ranucci: Buonasera. La risposta, secca, è: dipende. Molto spesso quella che viene presentata come una svolta ecologica è solo un restyling comunicativo di vecchie pratiche. Noi abbiamo verificato cosa accade realmente alla plastica che conferiamo nella raccolta differenziata. E quello che emerge è sorprendente.

Intervistatore: Che cosa avete scoperto? Il riciclo non avviene come ci viene raccontato?

Sigfrido Ranucci: Esiste una contraddizione evidente. Abbiamo tracciato il percorso di migliaia di flaconi: una parte significativa, che secondo le aziende dovrebbe rinascere come nuovi prodotti, finisce invece negli inceneritori o viene esportata verso discariche illegali all’estero, dove le regole sono decisamente più permissive.

Intervistatore: Quindi il consumatore spende di più per un prodotto “bio” o “riciclato”, pensando di fare la cosa giusta…

Sigfrido Ranucci: …ma in realtà sostiene un sistema tutt’altro che circolare. In nostro possesso ci sono documenti interni di una grande multinazionale che lo ammettono chiaramente: produrre plastica nuova costa meno che riciclarla. Tuttavia, dal punto di vista del marketing, la parola “riciclato” è estremamente redditizia. Tra poco vi mostreremo come si ottengono certe certificazioni e perché chi dovrebbe vigilare spesso preferisce voltarsi dall’altra parte.


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Pubblicato 02/02/26